Pannelli solari flottanti: quando il fotovoltaico incontra l’acqua
I pannelli solari flottanti aprono una nuova prospettiva nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili. Anziché occupare terreni agricoli o aree urbanizzabili, si installano direttamente su superfici d’acqua come laghi, bacini artificiali, cave in disuso o vasche idroelettriche.
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Energia dall’acqua: innovazione fotovoltaica a galla
L’elemento distintivo di questa tecnologia è l’utilizzo di superfici non sfruttate, senza togliere spazio utile a coltivazioni, abitazioni o attività economiche. Le piattaforme, costruite in materiali resistenti come il polietilene ad alta densità, vengono ancorate al fondale con cavi e zavorre. La stabilità viene garantita anche in condizioni meteorologiche avverse. L’energia generata viene convogliata tramite cavi subacquei a un inverter centrale e immessa nella rete o utilizzata in loco.
Dati di mercato e crescita globale
Il mercato del fotovoltaico flottante ha raggiunto 7,7 miliardi di dollari nel 2024, con una previsione di crescita annua dell’1,5% dal 2025 al 2034. L’adozione è favorita dalla necessità di preservare il suolo e migliorare l’efficienza energetica, specialmente in regioni come il Medio Oriente, l’Africa e le isole, dove acqua e spazio sono risorse scarse.
La Cina guida lo sviluppo mondiale, con l’obiettivo di superare 13 GW di capacità installata entro il 2031. Seguono India, Indonesia, Corea del Sud e Vietnam. In Europa, il mercato è in espansione: Paesi Bassi, Francia e Portogallo sono tra i principali attori. Il Portogallo sta completando l’impianto più esteso del continente, sulla diga idroelettrica di Alqueva. In Italia, a fine 2026 la capacità operativa potrebbe raggiungere 200-300 MW, un incremento di dieci volte rispetto al volume attuale. Attualmente sono presenti circa cinquanta impianti, il maggiore da 6 MW a Casal Monferrato (TO).
Sono già stati avviati iter autorizzativi per circa 3 GW distribuiti in tutto il Paese, utilizzando cave, bacini irrigui e invasi demaniali. Secondo la World Bank, in Europa utilizzando solo l’1% delle superfici idriche disponibili si potrebbero installare fino a 20 GWp di potenza entro il 2030; valori che salirebbero a 102 GWp e 204 GWp utilizzando rispettivamente il 5% e il 10%.
Benefici e prospettive ambientali
La mancanza di consumo di suolo è solo uno dei vantaggi. Il raffreddamento naturale dell’acqua permette ai moduli di lavorare a temperature più basse, migliorando il rendimento. Gli studi indicano una produzione energetica superiore del 5% al 20% rispetto a impianti installati a terra.
L’acqua coperta dai pannelli subisce meno evaporazione: si arriva a una riduzione tra il 60% e l’80%, utile in aree soggette a siccità o scarsità idrica. A questo si aggiunge un basso impatto ambientale, poiché gli impianti sono rimovibili, non richiedono fondazioni e possono convivere con altri usi dell’invaso. La manutenzione è facilitata dalla minore esposizione a polvere e agenti esterni, con costi ridotti.
L’efficienza dei pannelli solari flottanti è sostenuta da una serie di vantaggi operativi e ambientali. Il raffreddamento naturale garantito dall’acqua migliora le performance, con un incremento dell’efficienza fino al 15% rispetto ai sistemi terrestri. La riduzione dell’evaporazione contribuisce alla tutela delle risorse idriche, una priorità crescente in molte regioni. L’installazione di FPV su invasi idroelettrici permette di sfruttare le connessioni di rete esistenti, riducendo costi e tempi di realizzazione.
L’impatto ambientale contenuto è confermato dalla possibilità di rimozione completa delle piattaforme senza lasciare strutture fisse. La rapidità di installazione, la manutenzione semplificata e l’energy payback time medio di 1,3 anni rendono gli impianti flottanti competitivi rispetto ad altri modelli. Le emissioni di CO2 per kWh prodotto rientrano tra le più basse del comparto rinnovabile.
Costi e accessibilità tecnologica
I costi iniziali di installazione risultano più alti rispetto agli impianti terrestri, con una differenza compresa tra il 10% e il 25% dovuta ai materiali galleggianti, ai sistemi di ancoraggio e alla posa su acqua. Tuttavia, questa differenza si è ridotta negli ultimi anni grazie a economie di scala e maggiore esperienza tecnica. Il fotovoltaico flottante è ormai competitivo con gli impianti utility-scale a terra, soprattutto se si considerano i costi di gestione e la maggiore efficienza operativa.
La flessibilità installativa rende i pannelli flottanti ideali per una varietà di specchi d’acqua: cave dismesse, canali di irrigazione, vasche idroelettriche. Questa versatilità permette di riqualificare aree altrimenti inutilizzate e generare energia rinnovabile in prossimità dei centri di consumo.
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