Trend globali nelle ER

A seguito di un allineamento tra cambiamenti economici, demografici e climatici, la tecnologia ha dato vita ad una profonda trasformazione del sistema energetico mondiale. La crescita demografica, insieme al miglioramento dello stile di vita e ad una sempre maggiore concentrazione nelle aree urbane, hanno notevolmente aumentato la richiesta di servizi energetici. Allo stesso tempo, la crescente preoccupazione riguardo i pericoli portati dai cambiamenti climatici, ha spinto le persone e i governi mondiali a ricercare nuovi modi per generare energia, con l’intento di minimizzare le emissioni di gas serra e ridurre la loro impronta ecologica. Conseguentemente ad un rapido progresso tecnologico, ad una forte riduzione dei costi, ad una migliore comprensione dei rischi finanziari e ad un crescente apprezzamento dei principali benefici apportati,

le energie rinnovabili sono sempre più viste come la risposta a questa preoccupazione. In questo panorama, le energie rinnovabili non solo possono contribuire ad coprire la crescente domanda mondiale di energia, ma possono anche concorrere per limitare l’innalzamento delle temperature per circa 2°C in maniera decisamente più economica, che costituisce il punto critico per il cambiamento climatico. Questa tecnologia che era un tempo considerata di nicchia, oggi sta diventando sempre più diffusa.
Cosa però resta poco chiaro, è di quanto tempo questa tecnologia avrà bisogno, e in quale misura i governanti sapranno affrontare tale cambiamento. Quando questa trasformazione avrà inizio, si potranno evidenziare conseguenze per ogni aspetto della società.

PERCHÉ IL MONDO DELL’ENERGIA STA CAMBIANDO

La trasformazione energetica è particolarmente influenzata da questioni come quella di rafforzare la sicurezza energetica e l’interesse per un futuro sostenibile. Negli gli ultimi 40 anni la popolazione mondiale è cresciuta da 4 a 7 miliardi di persone. Il rapporto tra la classe media e il livello di urbanizzazione è fortemente cresciuto. Durante lo stesso periodo, la produzione di energia elettrica è cresciuta per più del 250% e si prevede che questa crescita continui. Si stima che nel 2030 ci saranno più di 8 miliardi di persone nei conglomerati urbani, la spesa globale per la classe media ci si aspetta che crescerà più del doppio, passando da USD 21.000 miliardi nel 2010 a USD 56.000 miliardi nel 2030. Si prevede che la produzione di energia a livello mondiale crescerà del 70%, da 22.126 terawatt/ora (TWh) nel 2011 a 37.000 TWh nel 2030. Ma cosa comporta tutto questo? Si evidenzia un crescente interessamento sulla questione del cambiamento climatico provocato dalla crescente concentrazione nell’atmosfera dei gas serra, che spinge ad aumentare gli sforzi per ridurre tali emissioni. Se l’economia continua muoversi in questa direzione, qualunque sforzo sarà vano. L’emissione media di tali gas per la produzione di elettricità è considerevolmente cambiata negli ultimi 20 anni. I profitti provenienti dal crescente impiego delle energie rinnovabili e lo sfruttamento intensivo di carburanti fossili, come il gas naturale, diminuito, sono stati compensati da impianti produttivi di energia meno efficienti e da un crescente uso di carbone. Senza una sostanziale crescita della quota di energie rinnovabili nel mix energetico, le mitigazioni degli effetti del cambiamento climatico resteranno quasi nulle. Un recente studio svolto da IRENA (REmap 2030) mostra che in base alla politica attuale e ai piani nazionali (solitamente economici), l’emissione media di diossido di carbonio (CO2) scenderà solo a 498g/Kwh nel 2030. Questo è insufficiente per mantenere i livelli di CO2 sotto le 450 parti per milione (ppm), oltre il quale ci si aspetta che accadano importanti cambiamenti climatici. Raddoppiare la quota di energie rinnovabili può aiutare a mitigare il cambiamento climatico con la riduzione di emissione media di Co2 a 349 g/kWh, che rappresenta il corrispettivo di una riduzione della concentrazione del 40%, paragonato ai livelli del 1990, come mostrato nel grafico qui sotto.

C’è anche una crescente preoccupazione riguardo gli effetti diretti sulla salute dovuti alla combustione di energie fossili. Ciò lo si può evidenziare principalmente nelle economie crescenti, riscontrando una rapida riduzione della qualità dell’aria ed notevole crescita delle malattie respiratorie. Il “United States Environmental Protection Agiency” ha recentemente riportato che le malattie causate da combustibili fossili costa allo stato tra USD 362 miliardi e USD 887 miliardi all’anno. Il “European Union’s Health and Environment Alliance” evidenzia che le emissioni degli impianti a carbone costano ai suoi cittadini fino a EUR 42.8 miliardi in spese sanitarie. Catastrofi localizzate, coma la piattaforma di perforazione Deepwater Horizon negli Stati Uniti, o l’incidente nucleare di Fukushima in Giappone, stanno diventando questioni globali con importanti implicazioni a livello planetario. I governi hanno preso nota di ciò, infatti i paesi stanno sempre più cercando di ridurre la loro dipendenza dalla importazione di combustibili fossili. Con la riduzione delle importazioni di energia, i paesi si stanno sempre più impegnando per raggiungere una maggiore indipendenza energetica, evitando di essere minacciati da potenziali distruzioni di scorte (per esempio, in caso di conflitti o disastri), dagli alti costi della produzione di energia e dalle fluttuazione dei prezzi. Nel frattempo si evidenzia un crescente interesse nel portare l’elettricità a 1,3 miliardi di persone attualmente senza acceso all’elettricità, molte in aree remote, per i quali gli impianti produttivi tradizionali di larga scala e il sistema di trasporto non hanno ancora trovato una soluzione. Inoltre, 2,6 miliardi di persone fanno affidamento sulle tradizionali biomasse e cucinano impiegando forni tradizionali che provocano seri danni alla salute. Queste tendenze hanno sollecitato una convinzione diffusa che qualcosa deve ambiare. I combustibili fossili hanno dato energia alla prima rivoluzione industriale, ma anche nella nuova era dello scisto bituminoso e dello shale gas, rimangono aperte le questioni riguardo la loro compatibilità con una crescita sostenibile del benessere dell’uomo. Il passo verso l‘era delle moderne energie rinnovabili è fatto. Un avanzamento che risulta competitivo sul lato del costo, è largamente diffuso, ed è soprattutto sostenibile.

IL COSTO DELLE ENERGIE RINNOVABILI PRECIPITA CON L’AUMENTO DELLA DIFFUSIONE

L’energia idrica, geotermica e biomasse svolte a livello industriale sono state competitive per qualche tempo, ma per molti anni l’energia eolica e solare hanno avuto problemi a competere con carbone, petrolio e gas naturali. Per il passato decennio, ed in particolare per i passati 5 anni, la situazione è cambiata considerevolmente. Le tecnologie delle energie rinnovabili sono diventate più solide e più efficienti, e stanno man mano diventando capaci di produrre energia anche in condizioni non favorevoli, come possono essere una bassa velocità del vento o una ridotta irradiazione solare. Il rapido miglioramento delle tecnologie di stoccaggio, il precipitare dei costi di produzione, il tutto sostenuto dagli incentivi statali in Europa e Stati Uniti, e spinti dalla crescita di nuove centrali elettriche industriali in Cina sono mostrati nel grafico sotto, che traccia il livellamento dei costi (LCOE) per le diverse tecnologie, partendo dalle grandi utenze e finendo con sistemi non connessi alla rete. Il prezzo del fotovoltaico (PV) è crollato dell’80% dal 2008 e ci si aspetta che diminuisca ancora. Nel 2013, l’energia solare commerciale ha raggiunto la parità nel nix energetico nazionale in Italia, Germania e Spagna e avverrà presto anche in Messico e Francia. Crescendo, il fotovoltaico potrà competere senza il ricorso ad incentivi statali. Per esempio in Cile l’energia proveniente da un nuovo impianto fotovoltaico da 70 megawatt (MW) in costruzione, si dice che venderà al mercato nazionale, andando a competere direttamente con l’elettricità da fonti fossili.

Il costo dell’elettricità da eolico vicino alla riva è diminuito del 18% dal 2009, con una riduzione dei costi delle turbine di circa il 30% dal 2008, rendendo questa la fonte di energia elettrica più economica in una vasta e crescente serie di mercati. Più di 100 paesi oggi ricorrono all’energia eolica. L’eolico vicino la riva ci si aspetta che incrementi ancora la sua produzione man mano che il costo di produzione si riduce, con il Regno Unito in testa con 4,2 gigawatt (GW) di capacità istallata a metà del 2014. Questi e altri sviluppi hanno reso le energie rinnovabili sempre più attraenti in un numero crescente di mercati.
Nel 2013, per la prima volta, le nuove istallazioni di energie rinnovabili sono state più alte nei paesi non membri dell’ ”Organization for Economic Co-operation and Development” (OECD). Nel 2013 in Cina l’impiego di fotovoltaico ed eolico era stimato di 27,4 GW: circa quattro volte di più rispetto al Giappone che lo segue.
Nel mondo, la capacita produttiva delle energie rinnovabili è cresciuto dell’85% negli untili 10 anni, raggiungendo 1.700 GW nel 2013, e al giorno d’oggi le energie rinnovabili costituiscono il 30% di tutta la capacità istallata.
La sfida si è spostata dal se le energie rinnovabili possono dare energia al moderno stile di vita ad un costo ragionevole – che adesso sappiamo che è possibile –, al come è possibile finanziare al meglio tali tecnologie accelerando così il loro impiego.

FINANZIARE LE ENERGIE RINNOVABILI STA DIVENTANDO PIÙ ECONOMICO E PIÙ FACILE

Le energie rinnovabili sono competitive per costo unitario in termini di kilowatt-ora. Siccome la maggior parte delle tecnologie delle energie rinnovabili hanno un rapporto relativamente alto dei costi operativi, la loro realizzabilità è particolarmente sensibile al costo del capitale. Questo è il motivo per cui i sussidi governativi sono stati tradizionalmente decisivi nella diffusione delle energie rinnovabili. Con la crescita tecnologica e con l’aumento della loro influenza sul budget, i governi hanno man mano ridotto i loro sussidi. La buona notizia è che la finanza privata è sempre più pronta a subentrare. Grazie alla crescente esperienza, gli sviluppatori stanno migliorando nell’accuratezza delle stime delle previsioni dei flussi di cassa, e i finanziatori sono sempre più consapevoli nella valutazione del rischio. Il costo del capitale si sta riducendo e i prodotti finanziari vengono personalizzati per una più vasta gamma di investitori, dai progetti d’investimento di piccola scala ai grandi investitori istituzionali. Le iniziative di ricerca di capitale possono anche essere utilizzate per attrarre capitale, specialmente nei paesi in via di sviluppo in cui il costo del capitale è tradizionalmente alto.
Il grafico sottostante mostra come si evolvono gli investimenti in energie rinnovabili con il crescere della maturità delle tecnologie e dei mercati. Dall’altro lato, gli investitori istituzionali stanno iniziando ad interessarsi, infatti stanno man mano prendendo in considerazione il rischio legato all’impiego di  combustibili fossili, e la creazione di nuovi strumenti a lungo termine e basso a rischio per incoraggiare ad investire nelle rinnovabili. Gli sviluppatori privati pionieri in questo settore hanno attratto USD 11 miliardi nel 2013, fino al 200% in 12 mesi.

Grandi aziende non energetiche stanno iniziando ad essere coinvolte. Per esempio, le turbine e i pannelli solari di IKEA adesso producono il 37% del suo consumo energetico, e Google ha investito oltre USD 1,4 miliardi nell’eolico e fotovoltaico – in molti casi attratti da interessanti rendite finanziarie. Però queste tendenze positive non sono ancora abbastanza. Gli investimenti totali nelle energie rinnovabili sono cresciuti da USD 40 miliardi nel 2004 a USD 214 miliardi nel 2013 (escludendo l’idroelettrico industriale). Questo è inferiore ai USD 550 miliardi all’anno necessari entro il 2030 per raddoppiare la quota di energie rinnovabili ed evitare cambi climatici catastrofici. I governanti hanno un importante ruolo da giocare. Se loro chiariscono che le energie rinnovabili costituiranno la maggior parte del mix energetico nazionale e promettono meccanismi non finanziari di supporto a lungo termine, si potrebbe ridurre l’aria di incertezza e attrarre così più investitori. Nei mercati emergenti, i finanziamenti pubblici resteranno importanti, alla stessa maniera delle infrastrutture interne per supportare l’impiego delle energie rinnovabili. In questo contesto, la cooperazione internazionale e i flussi finanziari giocano un ruolo sempre più di punta. Con l’aumento della competitività, le risorse finanziare possono essere reindirizzate verso il miglioramento delle infrastrutture, dell’istruzione e degli standard industriali, che rafforzano il mercato nel suo complesso. Inoltre le grandi utenze tradizionali hanno la possibilità di fare di più. I progetti di collaborazione tra i grandi gestori, piccoli sviluppatori e clienti potrebbe essere la strada per andare avanti, così come avviene con l’adattamento dei modelli di business al cambiamento delle condizioni di mercato.

I BENEFICI ALLARGATI DELL’ENERGIA RINNOVABILE

C’è una crescente evidenza che l’energia rinnovabile abbia una reazione a catena positiva nella società, dando spinta alla crescita economica, a quella sociale e a quella ambientale. I suoi costi e benefici possono essere meglio compresi abbandonando la tradizionale visione a compartimenti stagni per sposare quella olistica di promozione della prosperità economica, del benessere e della salvagardia ambientale. Le energie rinnovabili sono un bene per l’economia di un paese. Un recente studio giapponese, ipotizzando una copertura del 14%-16% da energie rinnovabili entro il 2030, ha mostrato che i benefici sono 2-3 volte più alti dei costi ed includevano in particolare: i risparmi dovuti alle minori importazioni in combustibili fossili e al benefico effetto economico di riduzione delle emissioni di CO2. L’uso di energie rinnovabili in Spagna ha evitato USD 2,8 miliardi in importazioni di combustibili fossili nel 2010, mentre la Germania ne ha risparmiati USD 13,5 miliardi nel 2012. Per i paesi esportatori di combustibili fossili, sviluppare in casa propria energie rinnovabili libera risorse per le esportazioni. I benefici sono evidenti attraverso la catena del valore, poiché le energie rinnovabili stimolano le attività economiche domestiche e creano occupazione. Nel 2013, le energie rinnovabili hanno promosso direttamente ed indirettamente la creazione di 6.5 milioni di posto di lavoro – di cui 2,6 milioni in Cina, come illustrato nel grafico sottostante.

Le energie rinnovabili possono anche portare energia elettrica a persone attualmente tagliate fuori dalla rete di distribuzione, dando spinta a comportamenti efficienti, promuovendo l’istruzione, consentendo l’accesso ai moderni mezzi di comunicazione ed offrendo nuove opportunità. I benefici per l’ambiente sono efficaci sia a livello locale che globale. La maggior parte delle energie rinnovabili non esaurisce risorse scarse (sebbene la necessità dell’acqua per la pulizia ed il raffreddare rappresenti una sfida nelle aree desertiche). Le energie rinnovabili inoltre riducono il rischio di disastri ecologici poiché riducono in maniera decisiva le emissioni di gas serra, che rappresentano la causa principale del riscaldamento globale. L’elettricità da sola incide oggi per più del 40% delle emissioni di CO2 generate dall’uomo. Solare, eolico, nucleare, idroelettrico, geotermico e bioenergia sono, durante il loro utilizzo, 10-120 volte meno inquinanti in termini di emissione di anidride carbonica rispetto al combustibile fossile meno inquinante (il gas naturale) e fino a 250 volte meno rispetto al carbone. REmap 2030 stima che se si raddoppiasse la quota di energia rinnovabili presente nel mix energetico, e si implementasse una maggiore efficienza dell’energia, sarebbe possibile mantenere il livello di CO2 nell’atmosfera al di sotto di 450 ppm – livello oltre il quale si reputa possano avvenire cambiamenti climatici catastrofici a livello planetario.

UN NUOVO PARADIGMA INDUSTRIALE?

Col crescere della quota di energia rinnovabile, la struttura dell’industria – così come la natura e il ruolo dei produttori di energia – è sottoposta a cambiamenti. Il settore, un tempo dominato dai grandi operatori energetici, sta diventando sempre più decentralizzato, vario e distribuito. In Germania, circa metà di tutte le energie rinnovabili è attualmente nelle mani dei piccoli proprietari e contadini, e solo il 12% degli impianti di energia rinnovabile appartengono alle aziende energetiche. Le nuove tecnologie di stoccaggio, e di smart-technology che supportano il miglioramento dell’efficienza della domanda, diventeranno sempre più rilevanti, creando un nuovo settore industriale a supporto di un “utilizzo intelligente” dell’energia. In molti mercati emergenti, le energie rinnovabili sono già la fonte energetica più economica sia per chi ha accesso alle piccole reti di distribuzione, che per coloro che non vi hanno accesso. Così come avvenuto con lo spostamento dalla telefonia verso quella mobile, molti paesi hanno ora la possibilità di saltare completamente lo sviluppo di una rete di distribuzione fissa, sviluppando direttamente un sistema flessibile di mini-reti multiple ed interconnesse. Queste e altre tendenze richiedono un modo differente di pensare all’energia, abbandonando un sistema dominato da poche utenze centralizzate, e sviluppando un sistema vario e decentralizzato, in cui i consumatori sono anche produttori, con molto più controllo sulle modalità e le sulle tempistiche di utilizzo dell’energia. La politica può fare molto sia per

favorire che per ostacolare questa visione. Chi investe nelle energie rinnovabili ha bisogno di un panorama politico che sia stabile e prevedibile, che riconosca i benefici che le energie rinnovabili possono apportare al sistema. Questi hanno bisogno di poter competere alla pari, a partire dai tagli ai rilevanti incentivi pubblici di cui godono i combustibili fossili in tutto il mondo. Hanno inoltre bisogno di una rete infrastrutturale di supporto, che includa una maggiore interconnessione a livello regionale finalizzata all’ottenimento di sinergie tra le differenti forme di fonti rinnovabili.
Per riorganizzare l’energia è necessario che i governi tengano in considerazione i benefici che l’energia rinnovabile nel suo complesso può portare, collegando aree di interesse precedentemente scollegate – come la cura per la salute, lo sviluppo delle aree rurali e la buona amministrazione. In ciò risiede il cambiamento più significativo: adottare un approccio totalmente olistico, che non tenga solo conto degli interessi di una crescita a breve termine, ma fornisca l’opportunità per una prosperità sostenibile per tutti. I cambiamenti a portata di mano offrono il potenziale per una nuova rivoluzione industriale – creando un sistema basato sulle energie rinnovabili, che accresca il benessere e la sicurezza, crei lavoro e salvaguardi l’ambiente. Questa tecnologia è già pronta per essere impiegata, e non resta che alle persone, alle aziende e alla politica in generale, di sfruttare il suo potenziale.